venerdì 12 novembre 2010

Rovyna una degli altri sostiene Giuliano Pisapia

...questa sera, venerdì 12 novembre, dalle 23:30 al B-LEVEL (via Alserio 5, Milano) con Gaia360°...


giovedì 11 novembre 2010

APPUNTAMENTO AL BUIO...


Chiudete gl’occhi e alzate lo sguardo.
Ci ritroveremo lontani. Lontani dagli schemi. Lontani dalla settimana. E più vicini a noi, al nostro modo di divertirci un po’ retrò. Un mojito, s’il te plais: ché fa molto Hemingway, e ci piace.
Ci siam sorrisi e salutati
e siam rimasti in pista,
e ci è sembrata sempre grande
questa nostra danza mezza dolce e mezza armara.

Ti racconterò di un tempo antico in cui Milano sarà una città bella. E te ne parlerò con il bianco e nero del novecento. Ti racconterò di bellezze in bicicletta e di vie inondate di rosa. E del bisogno di ricominciare a respirare.

Ho ballato di tutto, lo sai
sui sentieri dei grammofoni, sai
woody, woody…
Ho ballato un po’con tutti, lo sai
gente nuova e gente vecchia, lo sai
Smoothie, smoothie…

Ci troveremo lì, e balleremo fino al mattino, e ce la racconteremo su, per conoscerci un po’, e per lamentarci un po’, e per sognare un po’. Curiosi di sapere chi sarà questo ospite d’onore, e quanto ci assomiglia. Ci piacerà? Oh, sì: ne siamo sicuri.

E' giunta ormai l'aurora
si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco tutta quanta la città
la luna si è incantata
sorpresa e impallidita
pian piano scolorandosi nel cielo sparirà

per i testi si ringraziano: Ivan poeta di strada, Paolo Conte e Domenico Modugno.

L'ignoranza
GAIA360 6x05

BLEVEL
Alserio 5 Milano

VENERDì 12 NOVEMBRE

un drink con Pisapia e speciale dj set
FAVORIAMO LO SCAMBIO DI IDEE














level -1
si alterneranno in consolle:

BLACK CANDY (Mono/Polyester/Popstar)
MARGOT( from hell)
LDL
DJ THINNY


DURANTE LA SERATA al level 0
sarà presente anche il candidato sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che ha scelto Gaia360° come realtà più rappresentativa per poter interagire informalmente con la popolazione GLBTQ Milanese.


“Gaia360° è un'associazione apolitica, che sostiene puntualmente associazioni, personalità, o iniziative di qualunque corrente a favore dei diritti degli omosessuali. Promuoviamo lo scambio di opinioni e il confronto come metodo di crescita civile e sociale.Siamo quindi onorate che un candidato sindaco abbia scelto Gaia360° come serata di riferimento per avvicinarsi alla realtà omosessuale di Milano”, spiega Gaia360°.


INFO:

facebook.com/gaia360

www.gaia360.com

✖ info@gaia360.com

domenica 26 settembre 2010

Gente è arrivata l'ARROVYNA!!!!


Ci vediamo sabato 2 ottobre alle 20.00, in p.zza Maciachini (MM3)

Faremo un tour in bicicletta attraversando tutte le zone del coprifuoco milanese. Ascolteremo quello che gli abitanti dei quartieri hanno da dirci. Finiremo con un'adunata deliziosa al Moonshine di via Ravenna (zona Corvetto) alle 23.00. E in caso di maltempo Rovyna non si ferma: il tour ce lo facciamo in underground!

GENTE, È ARRIVATA L’ARROVYNA!

Affila coltelli, ripara ombrelli, aggiusta cucine a gas e ti racconta il coprifuoco.

- Il coprifuoco? Ma che è? Cerchiamo su google...
Marzo 2010, Iraq: Al Qaida annuncia coprifuoco per impedire le elezioni.
Settembre 2010, Kashmir: attaccate altre 3 scuole; coprifuoco nella zona, fermi i voli.

Maggio 2010, Bankok: Ieri ucciso fotografo italiano; esteso il coprifuoco.
Giugno 2009, Honduras: coprifuoco, alba politica in America Latina dal Cuore del golpe. -

E che c’entra Milano?!


Marzo-Agosto 2010, Milano: grande allarme sociale, minaccia all’incolumità pubblica e alla sicurezza urbana, disturbo al riposo, comportamenti indecorosi, violazione dell’igiene ambientale.
-
Uh Santa Vergine, come ho fatto a non accorgermene?!

Paolo Sarpi, Corvetto, Imbonati, Viale Padova... non hai notato niente? - Sono zone dimenticate da tutti, dove la sindaca Moratti non è mai venuta secondo me, nemmeno travestita. E quando si abbandona un quartiere a se stesso è naturale che tutti imparino ad arrangiarsi. Diventa una questione di adattamento... E quindi? - Questo comporta anche episodi spiacevoli, a volte. Allora il coprifuoco è giusto! - Io non credo... in giro non si vede più nessuno. Se giro di notte dalle parti di S. Lorenzo non ho paura, c’è così tanta gente che sono sicura che non mi possa succedere nulla. Girare la notte invece nelle zone del coprifuoco, da sola e al buio, non mi dà nessuna sicurezza.
Quindi tutti in strada? Ahah, stai scherzando, vero? - Pensa a noi italiani: dal 1860 fino a oggi siamo emigrati negli Stati Uniti, in Argentina, in Brasile, in Canada, in Australia e in Venezuela. E non ci dimentichiamo Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Gran Bretagna, e tanti altri ancora. Dal Friuli alla Sicilia tutti nella condizione di emigrati, spesso costretti a vivere in quartieri abbandonati, considerati mafiosi e sporchi, tanto da doverci noi arrangiare con i mezzi più disparati. A volte, anche illegali. "Abbiamo all'incirca in questa città trentamila italiani, quasi tutti provenienti dalle vecchie province dove, fino a poco tempo fa, il brigantaggio era l'industria nazionale. Non è strano che questi briganti portino con se un attaccamento per le loro attività originarie" era scritto sul New York Times il 1° gennaio 1894. Va be’ ma la soluzione?! - In Australia si sospettava che nei bar e ristoranti aperti da italiani si portassero avanti attività mafiose o comunque illegali.
Sai qual è stata la soluzione? Lasciare che mettessero i tavoli fuori dalle mura. Farli uscire allo scoperto, perché alla luce del sole (o della luna) è meglio!

ROVYNA, STAY TUNED
Rovyna, una degli altri rovyna@sinistraeliberta

venerdì 10 settembre 2010

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

 “La vera sfida dei sognatori è di riuscire a fare i conti con la realtà”. 

Tema: parliamo di coprifuoco.
Svolgimento: Rovyna non ha sonno.



Un tema che non è mai stato in agenda finora ma che ha molto a che fare con le nostre rivendicazioni: il diritto di essere quello che siamo, il diritto di ballare e di divertirci, il diritto di esistere, di costruirci un’identità nel lavoro e nel loisir. Scontato? Una grande rivendicazione degli anni ’40 è la “888” (8 ore di lavoro, 8 di sonno e 8 di libertà): oggi le nostre rivendicazioni sono apparentemente banali, ma necessarie in quanto negate. Vogliamo sentire di non subire passivamente le decisioni prese dall’alto, vogliamo sentire di avere il potere di intervenire, in questa Milano dove vengono spazzate via molteplicità di esperienze, di culture.
    Dunque i coprifuoco sono 3 al momento: in via Padova, quello storico cui sono seguite diverse mobilitazioni molto partecipate dal basso (rinnovato il 31 luglio), in via Paolo Sarpi, passato più sotto silenzio (verrà rinnovato il 31 gennaio 2011), e in Corvetto, dove verrà rinnovato il 16 di ottobre. Ma perché esiste il coprifuoco a Milano? Storicamente è uno strumento adottato nei casi di guerra, di serio pericolo, legato a situazioni estreme che vanno aldilà dei problemi di integrazione. L’equazione è coprifuoco=sicurezza e la sicurezza, si sa, è lo slogan grazie al quale il Comune (ma il Centrodestra in generale) ha dato significato alla crisi sociale ed economica.
    È ovvio che non si tratta di un intervento serio. Innanzitutto il coprifuoco termina alle 3 di notte, anticipando di fatto di solo un’ora l’orario di effettiva chiusura dei locali; ma soprattutto non raggiunge l'effetto desiderato: svuotando la città crea nel buio della sera e della notte molta più insicurezza e pericolo. È invece un fatto di propaganda e di cultura, perché il coprifuoco discrimina in almeno due sensi:
  • in un senso più specifico, colpendo quei locali come il Moonshine di Corvetto (o il Borgo del Tempo Perso) che, non usufruendo delle deroghe concesse dal Comune ad altri ristoranti e bar, sono costretti a chiudere a mezzanotte; 
  • in un senso più generale, creando ghetti di persone sbagliate, da sorvegliare con i militari  e con un controllo da situazione di guerra.
    Un caso esemplare, anche se con diverse peculiarità è rappre- sentato dalla zona Corvetto: dagli anni ’90 Corvetto è terreno fertile per la criminalità organizzata e lo spaccio di droga; non è un posto in cui è facile stare, è stata nominata “Repubblica Indipendente della Delinquenza”, presa di mira anche da Beppe Grillo che scrive che Corvetto è la realizzazione dello Stato Padano, ovvero una cellula secessionista di Milano, colpevolizzando gli abitanti di Corvetto e non comprendendo la questione malavitosa. Allo stesso tempo in Corvetto ci sono molte associazioni, di mamme che coltivano orto della scuola, gruppo di acquisto popolare, solidale, libreria che invita le mamme incinte che leggono storie etc. Il problema è stato creato all’origine da una totale e selettiva dimenticanza di urbanistica, una ghettizzazione strumentale, che prosegue tuttora tramite gli sgomberi (tra giugno e settembre), lo svuotamento delle case Aler e, appunto, il coprifuoco. Come dice Sandro De Riccardis (giornalista di Repubblica) le ordinanze del Comune di Milano non hanno fermato la malavita, e soprattutto hanno solo contribuito a peggiorare il volto di una zona che da sempre è stata luogo di immigrazione, dalla fine degli anni ’60, ma che solo con il degrado degli ultimi vent’anni è diventata la zona degradata che conosciamo.
    Riallargando il focus, inizieremo a parlare di coprifuoco in generale: Rovyna non vuole stare in casa, Rovyna vuole stare per strada, ad ascoltare la viva voce delle persone. Rovyna non crede che siano tutti davvero d’accordo con le soluzioni adottate dal Comune di Milano, è convinta come sempre di dover raschiare un po’ la scorza dura della disillusione per poter dare spazio ai reali desideri. Rovyna non ha paura di metterci la faccia, non teme il confronto con la difficoltà che le Milanesi e i Milanesi provano nel raccontare i sogni che fanno sul vivere la città. Rovyna scende in campo, di nuovo. Rovyna non ha sonno.

giovedì 29 luglio 2010

IO SONO ROVYNA


Metti una sera quattro amici attorno ad un tavolo.
Impressioni, sensazioni e la voglia di fare qualcosa perché qualcosa cambi.
Poco alla volta, col tempo, ma con la speranza che ciò avvenga.

Metti la follia di un progetto che in quel momento è più grande di te,
non sapendo quasi come realizzarlo, a tratti con un po’ di timore,
eppure con quel coraggio che solo i pazzi hanno, solo chi sente dentro l’eco della rivoluzione.

Gentile. Diversa. Intensa.

Perché una Rivoluzione la si fa ballando sulle note della storia, dove tutti sono protagonisti del proprio vivere sociale.
Perché una Rivoluzione la si fa col sorriso, mettendoci la faccia e sporcandosi le mani.

Lavorando.

Metti l’entusiasmo che, come virus senza vaccino, contagia gli animi, anche quelli sopiti, anche quelli disillusi, soprattutto quelli spenti.

Un’onda che travolge e avvolge, per le strade, tra la gente, accanto al nero, al giallo e al rosso, mano nella mano con uomini e donne, senza chiedersi di che sesso sia il loro amore, sostenendo l’operaio, appoggiando il disoccupato, aiutando la casalinga.

Un’onda che si chiama voglia di fare e di cambiare e non importa se qualcuno dirà che si tratta solo di pagliacci di strada;

la strada, signori, è un punto di vista privilegiato da cui osservare il mondo, è il punto di vista di chi parla alla gente riportando la politica al suo vero significato, quello originale: interesse per la cosa comune.

Non interessi per pochi, signori miei. Quelli li si fa nei Palazzi, su nei piani alti.

Noi no. Noi abbiamo scelto la strada per ricostruire la nostra città, per ridarle l’anima che nel tempo le hanno tolto.

Sulla strada. Come compagni di viaggio, a volte di vita.

Coerenti con noi stessi prima che con gli altri.

Sulla strada. A ballare contro chi ci ha tolto tutti i nostri spazi.

Sulla strada. A sposarci contro chi vuole imporci chi amare

Sulla strada. A restituire la bellezza di un diritto contro chi ogni giorno tenta di negarcela.

Sulla strada. A mostrare l’orgoglio di essere come siamo, senza se e senza ma, contro chi vuole definirci normali o meno.

Metti un gruppo di ragazzi che si meraviglia della bellezza delle diversità, facendone tesoro e caposaldo di convivenza, perché è nella diversità che ci si riconosce umani, cittadini, elettori.

Metti così, un gruppo di amici.
Di quelli con la A maiuscola che hanno voluto mettersi alla prova, che da febbraio ad oggi non si sono risparmiati e che oggi più che mai sono convinti che qui, ora, ha inizio il continuo del loro cammino.


Ecco. Prova a pensare a tutto ciò.

Chè questa non è una favola, è qualcosa di molto più semplice.

Siamo noi. Siete voi. Sono gli altri.

Buone vacanze Amici

Rovyna Riot
Luca Gibillini
Anita Pirovano
Armando Toscano
Adriano Disabella.
Stefano Villani
Paolo Di Muzio
Francesca Colletti
Erik Deep
Stefano LoZelmo
Greta Giunta
Andrea Bernardo
Mirco Zanghi
Alessandro Buono
Nancy Posh
Limo Gi

ESTATE ROVYNATA

Rovyna una degli altri non va in vacanza ma va in rehab.

A settembre, col fresco, il collettivo torna!

Pertanto, se presi dalla disperazione stavate pensando di trasferirvi su un altro pianeta, fermi tutti, finchè c'è Rovyna c'è speranza

... più o meno!
video

lunedì 28 giugno 2010