lunedì 14 giugno 2010

LET'S GET PROUD. OGGI E SEMPRE


"...Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo,
ciò che non vogliamo"


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Montale forse non sapeva che la sua fosse una gran verità.

Tantomeno che arrivasse anni dopo un collettivo di giovani appassionati a farne simbolo di una battaglia.
Quella dei diritti.

Di un cammino
Quello che si percorre mano nella mano, uomini, donne, giovani e meno giovani, studenti e professionisti.
Atei, religiosi, bianchi, neri, etero e omo.

Battaglia senza armi se non la foza di credere in ciò che si fa.
Senza violenza, perchè è più facile imporre, abbattere e censurare, piuttosto che confrontarsi, condividere e ascoltare le ragioni dell'altro.

Collettiva perchè tutto nasce dall'unione delle diversità, perchè è nelle diversità che ci si riconosce uguali come esseri umani, ognuno con la propria storia ed un bagaglio di gioie, dolori, piccole vittorie e tante sconfitte.

ognuno con la voglia di mettersi in gioco e mostrare il proprio volto gettando la maschera imposta dell'omologazione.

Perchè siamo ciò che abbiamo deciso di essere, imparando quotidianamente a non fare più la guerra contro noi stessi, imparando che non ci sono diritti primari e quelli minori, che non ci sono gli uni e gli altri.

Ci siamo noi.

Al di là del nostro sesso, della nostra pelle, del nostro credo.

Ci siamo noi.

Liberi di essere. Liberi di amare.

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Milano, Pride 2010.

Rovyna ha gettato la maschera dell'omologazione urlando LET'S GET PROUD.

E lo ha fatto a suo modo.

Con musica, colori e fantasia.

Questa volta però c'era anche la poesia.

E la poesia, signori miei, come l'anima, non la si può omologare.


ROVYNA UNA DEGLI ALTRI

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