
Ci vediamo sabato 2 ottobre alle 20.00, in p.zza Maciachini (MM3)
Faremo un tour in bicicletta attraversando tutte le zone del coprifuoco milanese. Ascolteremo quello che gli abitanti dei quartieri hanno da dirci. Finiremo con un'adunata deliziosa al Moonshine di via Ravenna (zona Corvetto) alle 23.00. E in caso di maltempo Rovyna non si ferma: il tour ce lo facciamo in underground!GENTE, È ARRIVATA L’ARROVYNA!
Affila coltelli, ripara ombrelli, aggiusta cucine a gas e ti racconta il coprifuoco.
- Il coprifuoco? Ma che è? Cerchiamo su google...Marzo 2010, Iraq: Al Qaida annuncia coprifuoco per impedire le elezioni.
Settembre 2010, Kashmir: attaccate altre 3 scuole; coprifuoco nella zona, fermi i voli.
Maggio 2010, Bankok: Ieri ucciso fotografo italiano; esteso il coprifuoco.
Giugno 2009, Honduras: coprifuoco, alba politica in America Latina dal Cuore del golpe. -
E che c’entra Milano?!
Marzo-Agosto 2010, Milano: grande allarme sociale, minaccia all’incolumità pubblica e alla sicurezza urbana, disturbo al riposo, comportamenti indecorosi, violazione dell’igiene ambientale. -
Uh Santa Vergine, come ho fatto a non accorgermene?!
Paolo Sarpi, Corvetto, Imbonati, Viale Padova... non hai notato niente? - Sono zone dimenticate da tutti, dove la sindaca Moratti non è mai venuta secondo me, nemmeno travestita. E quando si abbandona un quartiere a se stesso è naturale che tutti imparino ad arrangiarsi. Diventa una questione di adattamento... E quindi? - Questo comporta anche episodi spiacevoli, a volte. Allora il coprifuoco è giusto! - Io non credo... in giro non si vede più nessuno. Se giro di notte dalle parti di S. Lorenzo non ho paura, c’è così tanta gente che sono sicura che non mi possa succedere nulla. Girare la notte invece nelle zone del coprifuoco, da sola e al buio, non mi dà nessuna sicurezza.
Quindi tutti in strada? Ahah, stai scherzando, vero? - Pensa a noi italiani: dal 1860 fino a oggi siamo emigrati negli Stati Uniti, in Argentina, in Brasile, in Canada, in Australia e in Venezuela. E non ci dimentichiamo Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Gran Bretagna, e tanti altri ancora. Dal Friuli alla Sicilia tutti nella condizione di emigrati, spesso costretti a vivere in quartieri abbandonati, considerati mafiosi e sporchi, tanto da doverci noi arrangiare con i mezzi più disparati. A volte, anche illegali. "Abbiamo all'incirca in questa città trentamila italiani, quasi tutti provenienti dalle vecchie province dove, fino a poco tempo fa, il brigantaggio era l'industria nazionale. Non è strano che questi briganti portino con se un attaccamento per le loro attività originarie" era scritto sul New York Times il 1° gennaio 1894. Va be’ ma la soluzione?! - In Australia si sospettava che nei bar e ristoranti aperti da italiani si portassero avanti attività mafiose o comunque illegali.
Sai qual è stata la soluzione? Lasciare che mettessero i tavoli fuori dalle mura. Farli uscire allo scoperto, perché alla luce del sole (o della luna) è meglio!
ROVYNA, STAY TUNED Rovyna, una degli altri rovyna@sinistraeliberta
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